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Chi segue cantoeprego conosce la musica   0

Una serie di appunti elementari che metteranno in grado di leggere la musica per chi vuole cantare e di suonare i canti di "Cantoeprego".
Nel testo possono ricorrere delle annotazioni esplicative, che vengono visualizzate con un clic sui simboli:  
f1Questa è una breve annotazione che viene aperta/chiusa con un clic.
  -   f2   -   rimanda ad un altro appunto di questo manuale.



Descrizione per logica

Musica La musica è l'arte e la scienza dell'organizzazione dei suoni.
- dal greco: μουσικός/musikòs (relativo alle Muse) [τέχνη/techne (tecnica)].



Il suono

Suono Un corpo elastico messo in vibrazione comprime e decomprime (oscillazione) l'aria circostante creando un'onda che, quando arriva al nostro orecchio, viene percepita come suono.


Onda sonora
L'onda sonora ha queste caratteristiche:
la frequenza - determina l’altezza del suono
l'ampiezza - determina l’intensità (volume) del suono
lo spettro - determina il timbro del suono.



La frequenza La frequenza indica la velocità delle vibrazioni e determina l’altezza del suono cioè quanto il suono è acuto o grave.
Quanto più numerose sono le vibrazioni, tanto più acuto è il suono.
Una corda lunga messa in oscillazione produce un suono grave, una corda più corta oscilla con una frequenza maggiore e produce un suono più acuto.
La frequenza si misura in Hertz (Hz) 1. Un hertz corrisponde ad un'oscillazione completa di un corpo elastico nel tempo di un minuto secondo. Dire che un suono è di 200 hertz significa che il corpo che lo produce vibra 200 volte al secondo 2.



L'ampiezza L'ampiezza dell'onda determina l’intensità del suono, cioè quanto il suono è forte o debole: quello che comunemente chiamiamo il volume del suono.
L'intensità del suono si misura in decibel, che indica la pressione acustica provocata dal suono nel mezzo di propagazione (generalmente l'aria).
3 Dipende dalla forza con la quale un corpo sonoro viene messo in movimento e, di conseguenza, dall'ampiezza delle vibrazioni e dalla distanza dell'ascoltatore dalla fonte sonora.



Lo spettro I suoni che sentiamo quotidianamente non sono mai puri, ma sono costituiti da un insieme di frequenze definito spettro (la frequenza fondamentale ed altre più acute e meno intense). Lo spettro ha una importanza decisiva nella determinazione del timbro di un suono, cioè la qualità che ci permette di distinguere due suoni, ad es. la voce di un violino da quella di un flauto.


(La velocità del suono) Un'altra caratteristica del suono è la velocità di propagazione, cioè quanto spazio percorre nell'unità di tempo: ed è di 343,4 m/s (nell'aria a 20 gradi). 3


SINTESI 'Il suono' Abbiamo imparato che:
  1. Una vibrazione crea un'onda che noi percepiamo come suono.
  2. la frequenza dell'onda determina l’altezza del suono
  3. l'ampiezza determina l’intensità
  4. lo spettro determina il timbro.



Le note

Le note Tra le tante frequenze possibili ne sono state scelte alcune che costituiscono i suoni della musica: le note. Sono 7 ed hanno questi nomi 4:

    do     re     mi     fa     sol     la     si



La scala Ogni nota ha il suono più acuto della precedente (è più alto, ha una frequenza maggiore). Quindi, ascoltandole in successione, sembra di salire i gradini (gradi) di una scalinata (scala).


I gradi I gradi sono identificati dal loro ordine. Quindi; do = I grado, re = II grado, mi = III grado, fa = IV grado, sol = V grado, la = VI grado, si = VII grado


L'ottava La scala non si limita alle 7 note, ma comprende un ulteriore do come VIII grado, dopo il VII: questo per dare un senso di completezza alla scala. Parleremo così di ottava, cioè la scala di 8 suoni, in cui il I e l'VIII grado sono la stessa nota, ma l'VIII ha una frequenza doppia rispetto al I grado.


Il tono Però tra un grado e l'altro ci sono distanze (intervallo) diverse: un tono (intero) o semitono (mezzo tono):

do   tono   re   tono   mi   semitono   fa   tono   sol   tono   la   tono   si   semitono   do



La scala - in grafico



SINTESI 'Le note' Abbiamo imparato che le note:
  1. le note sono 7 e sappiamo i loro nomi
  2. costituiscono i gradi di una scala
  3. alcuni hanno distanza un tono, altri un semitono.



Scrivere la musica

Perché scrivere la musica? La musica, oltre che ascoltata, viene anche scritta: per comunicarla ad altri o per ricordarla a noi stessi in un altro momento.


Rigo musicale Per scrivere le note si usa il rigo musicale (detto anche pentagramma, composto da cinque linee parallele e quattro spazi che intercorrono tra le linee.

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Pentagramma
3dal greco πεντάγραμμος/pentágrammos ossia "di cinque segni".

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Le linee e gli spazi si contano dal basso all'alto. Le note vengono scritte sulle linee e negli spazi.
Il pentagramma si legge da sinistra verso destra.



Posizione delle note

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A seconda del posto che occupano sul rigo ci indicano due cose:
- in senso orizzontale la loro successione temporale: la 2a nota viene dopo la 1a.
. in senso verticale la loro altezza: la nota sul 3o rigo è più acuta di una nota posta sul 2o rigo.



Tagli addizionali Con il rigo si possono rappresentare solo nove suoni, gli altri si scrivono con l'aiuto di linette ausiliarie (tagli addizionali).

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La chiave La chiave è un simbolo posto all'inizio del pentagramma che stabilisce la posizione delle note.
Normalmente si usano due chiavi:
la chiave di sol  

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    e la chiave di fa  

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La chiave di sol

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    È detta anche chiave di violino ed indica che la nota sulla 2a linea è un sol.
Viene usata se il pentagramma riporta le note:
- della melodia
- delle voci femminili
- del tenore (ma con indicata l'esecuzione all'ottava inferiore)
La sua forma proviene da una progressiva alterazione grafica della lettera G (sol).

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La chiave di fa

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    È detta anche chiave di basso ed indica che la nota sulla 4a linea è un fa.
Viene usata se il pentagramma riporta le note:
- del baritono o del basso
- la mano sinistra di una tastiera.
La sua forma proviene da una progressiva alterazione grafica della lettera F (fa).

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Le note in chiave di sol

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SINTESI 'Scrivere la musica' Abbiamo imparato che:
  1. le note si scrivono sul pentagramma, (le abbiamo rappresentante in forma di pallino nero)
  2. la loro posizione orizzontale indica la loro successione temporale
  3. la loro posizione verticale indica la loro altezza
  4. la chiave attribuisce il nome alle note



La forma delle note La nostra rappresentazione generica, di un pallino nero, andava bene per indicare la posizione della nota sul pentagramma.
In realtà le note hanno varie forme per indicare la durata di ogni suono, queste:

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composte da (a partire dal basso):
testa di forma tondeggiante bianca o nera
gamba asticella dalla testa in su o in giù a seconda della posizione sul pentagramma
coda uno o più riccioli



Durata delle note La durata, indicata anche con il termine: valore musicale delle note o semplicemente valore, rappresenta quanto deve durare un suono: non nel tempo (1 secondo, 2 decimi di secondo, ...) ma in rapporto con le altre note: quindi la metà ... il doppio ...

forma nome rapporto

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Semibreve intero = 1/1 = 4/4

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Minima metà = 1/2 = 2/4

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Semiminima 1 quarto = 1/4

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Croma 1 ottavo = 1/8

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Semicroma 1 sedicesimo = 1/16

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Biscroma 1 trentaduesimo = 1/32

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Semibiscroma 1 sessantaquattesimo = 1/64
Ogni forma dura il doppio della forma successiva e la metà della precedente.
Pertanto possiamo rilevare che 1 semibreve dura quanto 2 minime o 4 semiminime, 4 crome durano quanto 2 semiminime o 1 minima.



Comparazione durata delle note

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La misura o battuta Un brano di musica non può essere una sequenza unica di note, come un racconto scritto non può essere formato da una sola frase.
Anche una poesia è formata da versi che gli danno un ritmo (metrica: verso settenario, endecasillabo).
In musica la suddivisione si chiama battuta o misura. 5



Glossario dei termini

Baritono
Voce maschili intermedia fra il Tenore e il Basso .
Basso
La più bassa delle voci maschili.
Contralto
La più bassa delle voci femminili.
Mezzo soprano
Voce femminile intermedia fra il Soprano e il Contralto.
Soprano
La più alta delle voci femminili.
Tenore
La più alta delle voci maschili.